può ancora la moda essere arte?

Intorno alla metà degli anni ’80, in controtendenza a opulenza e kitsch, emerse un designer il quale portò nel mondo della moda una ventata di arte e poesia. Ancora oggi, quando riguardo le immagini delle sue creazioni mi appaiono come opere senza tempo, simili a figure uscite da un quadro preraffaellita o da un sogno di mondi lontanissimi. Sto parlando di Romeo Gigli. In quegli anni, lo stilista consolidò la sua fama grazie ad abiti ispirati alle antiche etnie della Cina, dell’India, dell’Africa ed a una raffinata ricerca di tessuti e materiali. Negli stessi anni fu anche stilista dello storico marchio Callaghan, contribuendo – grazie alla sua inconfondibile impronta stilistica – a riportare il marchio ad un rinnovato fulgore.

Negli anni Duemila il sogno finisce. Nel 2004 il marchio Romeo Gigli viene comprato poi ceduto e successivamente fallito. Gigli ha continuato a lavorare in diversi progetti nella moda e nel teatro.

Oggi, con la globalizzazione, c’è ancora spazio per sognare e pensare la moda come arte? Non lo so. Lui l’ha fatto e ha lasciato un segno.

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Romeo Gigli 1989

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Romeo Gigli per Callaghan 1988

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Romeo Gigli 1989

Romeo Gigli per Callaghan 1988

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dall’alba al tramonto

Sono rimasta catturata dall’atmosfera di questa foto tratta da un editoriale di Vogue France. Gli ultimi strascichi di luce del tramonto sulla Senna, un momento e un angolo di pace. Il look perfetto per girare la città in questa stagione: uno spesso cappotto di lana e scarpe maschili.

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Look: Paul Smith – Style: Emmanuelle Alt

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stivaletti o low boots

Bene, ho poche idee ma chiare su cosa mettere nella lista dei regali. Un paio di stivaletti o low boots detti anche ankle boots. Da usare tutto il giorno, quindi tacco basso. Pelle nera spazzolata o di vernice.

Robert Clergerie

Robert Clergerie

Robert Clergerie

Robert Clergerie

Studio Pollini

Studio Pollini

 

 

 

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à la garçonne

In molti redazionali nelle riviste in edicola questo novembre, c’è una forte presenza di look à la garçonne, che mi ricordano molto lo stile di Jeanne Moreau, sfrontata e travestita da ragazzo in una scena memorabile di Jules et Jim.

Stina Olsson By Mikael Schulz  Grazia Italia 19.11.2014

ph. Mikael Schulz
Grazia Italia novembre 2014

ph. Michael Sanders Elle Italia settembre 2014

ph. Michael Sanders Elle Italia settembre 2014

Jeanne Moreau in Jules et Jim

Jeanne Moreau
in Jules et Jim 1962

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New or old jeans?

Sembrerebbe che si stia riprendendo la sua identità, ovvero tornare alle origini di un capo semplicemente casual. Né stretto né largo, la vita normale: né troppo alta né bassa. Comodo, disimpegnato. Nato da una tela che doveva essere altamente resistente per lavoratori operai, divenuto poi il primo capo unisex e simbolo di trasgressione fino a un decennio fa quando gli stilisti lo hanno usato perfino in haute couture.

Inoltre oggi è anche l’inizio della fine dello skinny jeans intitola un articolo il The Wall Street Journal.

E meno male, mi verrebbe da dire, anche se, a dire la verità, non mi sono mai adeguata al trend dello skinny jeans, semplicemente perchè l’ho sempre trovato parecchio scomodo oltre al fatto di credere fermamente che stia davvero bene a poche.

Winona Ryder

Winona Ryder negli anni ’90

Keira Knightley

Keira Knightley

Isabel Marant Etoile 2014

Isabel Marant Etoile 2014

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Orient Light

Sono rimasta colpita da un editoriale, dove c’è una perfetta armonia tra soggetto e sfondo, luogo e abiti, bellissimi. E poi la luce, misteriosa e magica. Sembra di sentire l’aria fredda che arriva dall’Est.

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Orient Light: Isabelle Nicolay By Taki Bibelas For Madame Germany November 2014

Orient Light: Isabelle Nicolay By Taki Bibelas For Madame Germany November 2014