può ancora la moda essere arte?

Intorno alla metà degli anni ’80, in controtendenza a opulenza e kitsch, emerse un designer il quale portò nel mondo della moda una ventata di arte e poesia. Ancora oggi, quando riguardo le immagini delle sue creazioni mi appaiono come opere senza tempo, simili a figure uscite da un quadro preraffaellita o da un sogno di mondi lontanissimi. Sto parlando di Romeo Gigli. In quegli anni, lo stilista consolidò la sua fama grazie ad abiti ispirati alle antiche etnie della Cina, dell’India, dell’Africa ed a una raffinata ricerca di tessuti e materiali. Negli stessi anni fu anche stilista dello storico marchio Callaghan, contribuendo – grazie alla sua inconfondibile impronta stilistica – a riportare il marchio ad un rinnovato fulgore.

Negli anni Duemila il sogno finisce. Nel 2004 il marchio Romeo Gigli viene comprato poi ceduto e successivamente fallito. Gigli ha continuato a lavorare in diversi progetti nella moda e nel teatro.

Oggi, con la globalizzazione, c’è ancora spazio per sognare e pensare la moda come arte? Non lo so. Lui l’ha fatto e ha lasciato un segno.

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Romeo Gigli 1989

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Romeo Gigli per Callaghan 1988

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Romeo Gigli 1989

Romeo Gigli per Callaghan 1988

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